Per informazioni sui programmi e le attività dei teatri.
dal 26 al 28 febbraio al Teatro Biblioteca Quarticciolo
dal 2 al 14 marzo al Teatro India
dal 19 al 21 marzo al Teatro Tor Bella Monaca
Metro Golden Minor
Teatro di Roma
con il contributo di Fondazione Onlus "Il Meglio di Te"
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Un progetto di e con
Michele Placido
I fatti di Fontamara
da "Fontamara" di Ignazio Silone
a cura di Andrea Ricciardi e Marica Gungui
coordinamento Roberta Santucci
voce narrante
Michele Placido
(dal 2 al 7 marzo al Teatro India - dal 19 al 21 marzo al Teatro Tor Bella Monaca)
e
Giancarlo De Cataldo
(dal 26 al 28 febbraio al Teatro Quarticciolo - dal 9 al 14 marzo al Teatro India)
e con
Giulio Forges Davanzati, Lino Guanciale, Marica Gungui, Ivan Olivieri, Roberto Pappalardo, Andrea Ricciardi, Riccardo Ricci, Eugenia Rofi, Roberta Santucci, Valentina Taddei
musiche originali Davide Cavuti
disegno Luci Marco Maione
Nato appositamente per i luoghi sconvolti dal sisma abruzzese, ritorna in Teatro il progetto di Michele Placido, I fatti di Fontamara dal romanzo più celebre di Ignazio Silone. Lo spettacolo debutta il 26 febbraio al Teatro Quarticciolo e vedrà per la prima volta sul palcoscenico, quale voce narrante, lo scrittore-magistrato Giancarlo De Cataldo (dal 26 al 28 febbraio al Teatro Quarticciolo - dal 9 al 14 marzo al Teatro India), che si alternerà con Michele Placido (dal 2 al 7 marzo al Teatro India - dal 19 al 21 marzo al Teatro Tor Bella Monaca).
Fontamara è un villaggio di contadini, situato nella Marsica, simile a tanti altri, dove da secoli i "cafoni" si trascinano nella miseria.
"La vita degli uomini sembrava racchiusa in un cerchio immobile: prima veniva la semina, poi l'insolfatura, poi la mietitura, poi la vendemmia. E poi? Poi da capo. La semina, la sarchiatura, la potatura, l'insolfatura, la mietitura, la vendemmia. E poi ancora? di nuovo da capo. Ogni anno come l'anno precedente, ogni stagione come la precedente. Ogni generazione come la precedente".
Ma il due Giugno di un anno imprecisato, il governo toglie a Fontamara la luce elettrica perché gli abitanti non pagano la bolletta, e da quella sera si scatenano una serie di eventi straordinari e di soprusi contro i poveri "cafoni". A Berardo Viola, i compaesani affidano le loro speranze di giustizia. Ma Berardo per uscire dalla povertà, farsi un po' di terra e sposare la sua Elvira, lascia Fontamara e va a Roma in cerca di lavoro e lì trova uno Sconosciuto che conduce attività antifascista clandestina. La malasorte vuole che finiscano ambedue in carcere. Pestato a sangue, Berardo resiste per consentire allo Sconosciuto di riacquistare la libertà, finché viene a sapere che Elvira è morta durante un pellegrinaggio. Allora si spegne col conforto di essersi sacrificato per i suoi compaesani ai quali ha trasmesso il suo grido di rivolta.