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Stagione 08.09

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L’anima buona del Sezuan

5_17 maggio 2009



di Bertolt Brecht
versione italiana di Ferdinando Bruni e Elio De Capitani
con Mariangela Melato
Teatro Stabile di Genova

con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Marco Avogadro, Fabrizio Careddu, Margherita Di Rauso, Rachele Ghersi, Alberto Giusta, Gianluca Gobbi, Orietta Notari, Nicola Pannelli,Fiorenza Pieri, Ernesto M. Rossi, Vito Saccinto, Federico Vanni


regia Elio De Capitani e Ferdinando Bruni

scena e costumi Andrea Taddei
musiche Paul Dessau
suono Renato Rinaldi
luci Sandro Sussi


orari spettacolo
martedì, mercoledì, venerdì, sabato ore 21.00
giovedì, domenica ore 17.00
lunedì riposo

 

Scritta da Bertolt Brecht negli anni Trenta, L'anima buona del Sezuan racconta una vicenda che affronta il tema universale del rapporto tra Morale e Società, tra il Bene e il Male nella concretezza della Storia. E lo fa ambientando gli avvenimenti in una lontana Cina di fantasia, nella quale si manifestano però avvenimenti e conflitti etico-sociali che assomigliano in modo impressionante alla realtà contemporanea, scossa dalle trasformazioni indotte da un'universale crisi economica.  

L'apologo ha il sapore della favola. Alla ricerca di "un'anima buona" tre Dei scendono sulla terra, ma l'unica persona disposta a ospitarli per la notte è la prostituta Shen-Te, che vive miseramente del suo mestiere. Ricompensata dagli Dei per la sua bontà con una grossa somma, Shen-Te decide di abbandonare la strada e investe il denaro nell'acquisto di una tabaccheria; ma da quel momento iniziano anche i suoi guai, perché tutti i miserabili del luogo accorrono per approfittare della sua generosità e anche (è il caso dell'aviatore Sun) del suo amore. Se a tutti fosse dato secondo i loro bisogni, per le risorse economiche di  Shen-Te sarebbe presto la fine, ma per fortuna ogni tanto la ragazza (che nel frattempo è rimasta incinta) sparisce per lasciare al suo posto un autorevole cugino, Shui-Ta, il quale da accorto uomo d'affari ristabilisce l'equilibrio nella sua dissipata amministrazione, dimostrando così (sino al colpo di teatro finale) come sia di fatto impossibile essere buoni in un mondo cattivo.

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