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Machbeth

10 – 22 gennaio 2017

di William Shakespeare
traduzione Agostino Lombardo
regia Franco Branciaroli

Lo spettacolo

Il male non ha natura, è non-natura”.

Il “Macbeth” è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali, dell’ambiguità, del caos, e della distruzione che ne consegue. Franco Branciaroli firma una originale versione scenica dell’opera di Shakespeare in cui si descrive “un mondo esterno in guerra, dove caratteristiche come efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù, in quanto preservano il mondo “interno” della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine.”

Un dramma complesso e tremendo nel quale i protagonisti sono il tempo e la magia tra cui si muove il personaggio di Macbeth, il più problematico, il più sfortunato, prigioniero dell’immaginazione e schiavo dei suoi sentimenti. Macbeth, uccidendo il re, il “padre”, il divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro.

Al caos generato da donne che sono uomini (da una natura femminile perversa) solo un “non nato di donna” potrà porre fine. Una scatola nera, uno spazio mentale gelido e metafisico, pervaso da violenza e sangue, che conduce verso quel caos totale che avviene quando la parte femminile si snatura e prende caratteristiche maschili.

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