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Amore mio

9 dicembre 2017

coreografia e regia Julie Ann Anzilotti

Lo spettacolo

È difficile riassumere l’empatia gioiosa tra platea e pubblico di fronte allo spettacolo Amore mio di Julie Ann Anzilotti con la sua Compagnia Xe. Da sedici anni questa coreografa lavora con un drappello di disabili. Amore mio, per nove straordinari artisti con handicap (e cinque assistenti-danzatori), alza il livello di complessità nella struttura coreografica e nel linguaggio […] Sottratto a una banalità narrativa, gioca le sue carte sull’abilità motoria (molta danza), ritmico-sonora (utilizzo di strumenti musicali) e su qualche esplosione verbale – il grido “amore mio”, il dialogo tra una immaginaria rockettara e un non meno illusorio mago del computer, conclusosi con un aggancio seduttivo, quando ormai ognuno aveva già scelto di indossare parrucche e diventare altro da sé. Il tema suggerisce l’idea dell’incontro tra femminile, qui in lunghi abiti da sera, nella varie sfumature del rosso, e maschile in camicie grigie e pantaloni neri. L’impeccabile ragazzo piccolo e rotondetto, nel suo incedere imperiale e con parrucca vagamente secentesca, s’inchina alla sua dama con una totale immersione psico-fisica; d’altra parte “l’altro da sé”, nel suo caso, corrisponde alla sua intima natura, calata in secoli di corteggiamenti galanti ed educatamente puri. Non mancano però quei gesti di insofferenza, inimitabili da qualsiasi attore “normodotato”: scuotendo vorticosamente una sola mano, e adocchiando l’orologio, qualcuno introduce una certa scostante noia nel rapporto con i presupposti del corteggiamento. Tra passeggiate in diagonale, salti a piè pari euforici e cerchi “tribali” in tondo per dar vita alla musica, spicca la scena con un enorme quaderno spalancato sul fondale, sopra il quale scrive uno degli interpreti, nella sua continua e irresistibile mobilità, carica di pathos ed energia… Magnifica e magica l’immagine del finale, quando tutti gli attori si fermano e si appoggiano l’uno sull’altro, trasmettendo un senso di complicità, pace ed armonia “amorosa”.

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