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Mi sa che fuori è primavera

8 – 13 maggio 2018

progetto Giorgio Barberio Corsetti e Gaia Saitta
testo Concita De Gregorio
adattamento teatrale Gaia Saitta
regia Giorgio Barberio Corsetti

Lo spettacolo

Dimenticare, ricordare.
Etimo, radice: mente, cuore.
Se dimentichi allontani dalla mente. Se ricordi riporti al cuore.

La storia di Irina lucidi è tristemente nota alla cronaca. Irina è una donna alla quale un giorno vengono sottratte dal marito le due figlie gemelle di sei anni. L’uomo si uccide e le bambine non saranno mai più ritrovate.
Concita De Gregorio è una donna che trova le parole per raccontarne la storia, nel suo denso e delicato ‘Mi sa che fuori è primavera’.
Nasce da qui la versione teatrale di questa vicenda così difficile da raccontare: un episodio tragico nel senso più classicamente teatrale del termine, in cui l’eroina subisce la perdita dei figli e deve sopravvivere alla sua stessa vita di dopo senza cedere alla tentazione di sparire lei stessa.
Il dolore da solo non uccide.
C’è bisogno di essere felici per tenere testa a questo dolore inconcepibile.
C’è bisogno di paura per avere coraggio.

Il resistere di Irina è un atto di amore.
L’amore che va oltre il tempo e le miserie umane..
Ho pensato di aver amato molto e che non avrei amato mai più. Mi sbagliavo.

Adattamento
I protagonisti di questa storia esistono o sono esistiti realmente. Trattarla in un modo classico, nella sua versione teatrale, secondo un sistema di personaggi, ci è sembrato impossibile.
Ma a guardarla da dentro, ad ascoltarla da vicino, i fatti ci sono molto più vicini di quanto si potrebbe pensare ad un primo sguardo.
Dalla possibilità di ritrovarci nella storia di Irina, pur non avendo avuto un’esperienza di vita così terribile, nasce l’idea di creare la versione teatrale della storia in diretta con il pubblico.
Rompendo la separazione tra attore e spettatore e il suo sistema di aspettative reciproche, cerchiamo la costruzione di un incontro tra persone che insieme si interroghino su questa vicenda, la condividano e partecipino in prima persona al suo racconto.
Non pretenderemo mai di raccontare la vera Irina Lucidi. Né ci ispireremo all’Irina della televisione. Abiteremo le parole dell’Irina del libro e ne creeremo una nostra, per riviverne la storia .

La Situazione Teatrale
È il compleanno di Irina, proprio come l’inizio delle Tre Sorelle di Cechov.
Gli spettatori vengono accolti come fossero gli invitati della festa, gli amici di Irina.
Questo compleanno è particolare. Irina ha deciso di festeggiarlo chiamando tutti i suoi conoscenti, con l’intento di rimettere insieme i pezzi della sua vita.  È pronta per farlo. Ma non da sola, ha bisogno di aiuto.
Irina ha bisogno di amici che l’accompagnino in questo viaggio e che tessano con lei le maglie della sua storia, dando concretamente corpo e voce ai suoi protagonisti.
L’’attrice “in scena”, la nostra Irina, cercherà tra il pubblico i personaggi principali della vicenda.
Come nelle ricostruzioni dei fatti durante un’indagine. Come nel sistema di proiezioni delle costellazioni familiari. Come nei riti sacri o nel più semplice dei giochi di ruolo.
Irina sarà interpretata da Gaia Saitta.

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