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Walking on the moon

3 – 6 maggio 2018

testo di Leonardo Ferrari Carissimi e Fabio Morgan
regia Leonardo Ferrari Carissimi

Lo spettacolo

Walking on the moon è una favola a tre personaggi: Elia, un giovane startupper digitale timido ed impreparato al mondo, Alice, una studentessa fuori dal mondo appassionata di poemi cavallereschi, e Michael Collins, astronauta della mitica missione Apollo 11, ormai invecchiato, personaggio bizzarro e polemico, figura di rottura tra il mondo del presente e il mondo del passato. Mondo digitale, mondo letterario e mondo dei ricordi s’intrecciano in una sinfonia a 9 attori dal sapore magico dove si ride, si piange e si sogna. Uno spettacolo dove la tecnologia incontra una narrazione poetica: uno spaccato surreale ma concreto sulla comunicazione odierna, su come la realizzazione dei propri desideri personali, la soddisfazione del proprio io, possa fagocitare l’individuo e la sua umanit
When it is dark enough, men see the stars
Ralph Waldo Emerson

Walking on the moon parla di sogni.
I sogni, personali o collettivi, della storia delluomo sono soggetti ad un insieme innumerevole di fattori (storici, culturali, economici) che li rende tanto differenti tra loro che il sogno di un uomo del 1016 potrebbe facilmente corrispondere ad un incubo di un uomo del 2016. Al di là di di ciò però esistono dei topoi nelluniverso onirico umano, delle costanti che uniscono non solo comunità, culture e religioni differenti (spazio) ma anche epoche storiche molto distanti tra loro (tempo). Una di queste costanti è la Luna. Per lungo tempo soggetto popolare di aspirazioni personali e viaggi immaginari della letteratura mondiale fino a diventare un chiodo fisso della rivoluzione scientifica occidentale, la luna è stata esplorata dalluomo il 20 luglio del 1969, data che segna lapice di una gara spaziale decennale ispirata dalla guerra fredda tra lURSS e gli Stati Uniti. Da questo punto di vista lallunaggio dellApollo 11 segna la realizzazione di un sogno collettivo e, di conseguenza, la fine, perché una delle componenti di più forte fascinazione del sogno è la sua irrealizzabilità.

Walking on the moon parla di solitudine.
Lo spettacolo racconta la solitudine cosmica provata da Michael Collins durante lallunaggio del 1969. Mentre Armstrong ed Aldrin passavano alla storia per essere stati i primi due uomini a calpestare la superficie lunare, Collins, in attesa del loro rientro, orbitò per 3 ore intorno alla luna e per mezzora perse ogni contatto radio con la terra. Fu luomo più solo delluniverso. Alla solitudine si aggiungeva il dramma esistenziale di essere arrivato vicino alla realizzazione del proprio sogno ma, per il compito a cui era chiamato, impossibilitato a realizzarlo.

Walking on the moon parla di tecnologia.
Gli spettatori avranno la possibilità di vivere individualmente lesperienza del walking-out in prima persona. Attraverso un applicativo appositamente sviluppato , chiunque sia dotato di uno smartphone e dei cardboard box(da noi forniti) potrà vivere unesperienza immersiva a 360° avendo la sensazione di camminare sulla luna. Nel corso del tour europeo di residenze creative dello spettacolo ho sempre chiesto agli spettatori: la tecnologia è davvero una possibilità concreta di realizzazione dei nostri sogni? Walking on the moon pone costantemente questa domanda e lascia la risposta a tutti i suoi spettatori.
Leonardo Ferrari Carissimi

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