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Così è (se vi pare)

di Luigi Pirandello
regia Filippo Dini
con (in o. a.) Francesca Agostini, Mauro Bernardi
Andrea Di Casa, Filippo Dini, Ilaria Falini, Mariangela Granelli
Dario Iubatti, Orietta Notari, Maria Paiato, Nicola Pannelli
Benedetta Parisi, Giampiero Rappa

Lo spettacolo

Filippo Dini dirige e interpreta un Pirandello (il suo primo) che guarda a Buñuel. In un claustrofobico interno borghese, il mistero della signora Frola e del signor Ponza, suo genero, assume i contorni surreali di un sogno. I veri pazzi? I pettegoli che stanno a guardare.
Filippo Dini dirige e interpreta il suo primo Pirandello in un claustrofobico interno borghese: il mistero della signora Frola e del signor Ponza, suo genero, assume i contorni surreali di un sogno, e i veri pazzi sono pettegoli che stanno a guardare. A distanza di oltre un secolo la commedia dello scrittore e drammaturgo siciliano è ancora una potente metafora sull’incertezza delle relazioni e sull’inconoscibilità del reale, a cui ognuno può dare una propria interpretazione e una propria verità che possono non coincidere con quelle degli altri. Il signor Ponza, la sua misteriosa moglie e la suocera, signora Frola, sono i protagonisti della fitta trama da poliziesco che Luigi Pirandello costruisce con maliziosa abilità nel 1917. Un gioco di enigmi sul tema, dove tutto è sottile commedia, racconto tagliente tra realtà e finzione, dalla dimensione sempre tragicamente soggettiva della verità, che non esclude una dimensione grottesca. A sfidare questo classico del teatro italiano è il pluripremiato Filippo Dini, regista e interprete dello spettacolo che scardina la tradizione del “pirandellismo” con un Pirandello che guarda a Buñuel: il confronto tra i personaggi si consuma come un gioco al massacro, violento e crudele, muovendosi in una dimensione onirica e surreale dove non c’è realtà, non c’è verità, se non quella mutevole e soggettiva dell’inconscio, del sogno. Nel palleggio di attribuzione della pazzia su cui Pirandello fonda la sua commedia/thriller (il folle è il signor Ponza che crede defunta la moglie ancora viva o è matta la signora Frola che ha perso il senno dopo la morte della figlia?) Dini indica una strada alternativa: pazzi sono i borghesi del paese, gretti e pettegoli, che osservano e giudicano dal di fuori, simili agli spettatori di un grande show permanente. Come del resto è il mondo attuale.
«Le certezze sfumano – scrive Dini – di fronte alla realtà di una famiglia fuori dagli schemi, che ha un comportamento anomalo, contraddice il buon senso, si prende gioco delle regole del vivere civile. Nel classico salotto borghese prende vita l’enigma: è la seconda moglie, quella che Ponza tiene nascosta in casa, per evitare alla suocera lo shock di ricordare la morte della figlia, la prima consorte? Oppure questa è veramente la prima moglie, che la follia del marito scambia per un’altra? La signora Flora e il genero raccontano una propria versione dei fatti, mentre tutto intorno gli altri inseguono un’ipotetica Verità». Il personaggio della Signora Frola è stato cavallo di battaglia di grandi prime attrici: sta ora alla classe, all’immenso talento di un’artista come Maria Paiato dire una parola nuova in questa storia.

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