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Poetiche del resto

22 marzo 2026
con Massimo Recalcati

all’interno del ciclo organizzato da Ali-Roma “CREAZIONI MELANCONICHE”

Lo spettacolo

Cosa significa fare arte lavorando sulle rovine, sulle macerie, sui detriti intesi come “resto”? Significa trasfigurare la cenere e la polvere – come direbbe il profeta Isaia – in un “seme santo”. Recalcati ci indica una via possibile dell’arte: non tutto è morte, non tutto è destinato a finire. Qualcosa resta e questo “resto” non è solo una sopravvivenza, quanto l’annuncio di una trasformazione possibile, di una forma nuova della vita. Le “poetiche del resto” di artisti come Alberto Burri, Claudio Parmiggiani, Jannis Kounellis o Anselm Kiefer non invocano un Dio di là da venire, la trascendenza della metafisica tradizionale, ma celebrano l’immanenza, la terra, l’humus umano nella sua gloria. Trasformare lo scarto in resto, la ferita del trauma in poesia, dare forma alla forza: è questo il compito dell’arte secondo un’altra metafisica, quella ispirata alla kenosis cristiana. Il resto, quindi, non è più soltanto ciò che rimane, ma è una forza, una scintilla di luce che non si spegne, una cenere che continua ad ardere.

 

 

 

Massimo Recalcati
Filosofo e saggista, è lo psicoanalista che più ha contribuito alla trasmissione del pensiero di Jacques Lacan in Italia. È Membro della Società Milanese di Psicoanalisi, direttore dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e fondatore di Jonas (Centro di Clinica psicoanalitica per i nuovi sintomi). Ha insegnato nelle Università di Urbino, Bergamo, Losanna, Pavia, Verona e attualmente allo IULM e alla Statale di Milano. Nel 2017 gli è stato conferito il Premio Hemingway “Testimone del nostro tempo”. Nel 2018 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro della città di Milano. Collabora con “la Repubblica”. Castelvecchi ha pubblicato Il lapsus della lettura. Leggere i libri degli altri (2023), Elogio dell’inconscio. Come fare amicizia con il proprio peggio (2024), L’ultima cena. Anoressia e bulimia (2024), Il miracolo della forma. Per un’estetica psicoanalitica (2024), De odio (2025) e Passe-partout (2002-2025) (2025).

 

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