
Lo spettacolo
1834, San Pietroburgo. Nikolaj Gogol’ – oggi considerato un classico della letteratura russa – aveva solo 25 anni quando scrisse Il diario di un pazzo. Presentato sotto forma di diario personale, un piccolo funzionario dell’Impero russo, Popriščin, descrive la sua vita quotidiana, una semplice routine scandita da modesti piaceri solitari. Pagina dopo pagina, si svelano le confessioni sui suoi sentimenti per Sophie, la figlia del suo direttore. Un amore specchiato che riflette la sua misera condizione e da cui emerge l’irresistibile bisogno di inventare “un altro sé”, un doppio degno della sfuggente bellezza. Da questa ricerca di identità nascono i primi segni di follia e, in pochi giorni, si convince di essere Ferdinando VIII, il nuovo re di Spagna. Immerso nella sua stessa follia, impermeabile alla realtà tangibile del mondo esterno, Popriščin viene infine condotto in un manicomio da coloro che crede siano i suoi sudditi. Impiegato dell’amministrazione di San Pietroburgo, Gogol’ sembra usare il suo personaggio come un burattino per sperimentare altri ruoli, altri destini, offrendo un terreno perfetto per dispiegare sulla scena le innumerevoli possibilità offerte dal teatro di figura e dal teatro. Racconto assurdo, che rimane senza tempo, Il diario di un pazzo richiama l’eterna ricerca delle apparenze. Il frenetico bisogno di esistere, di recitare un ruolo nella società, anche a costo di fantasticare sulla propria vita. Per trasporre quest’opera fondamentale sulla scena, due attrici e un burattino fungono da una sorta di avatar dai corpi multipli, aprendo a tutte le possibilità. Natacha Belova rinnova la sua collaborazione con Teresita Iacobelli, con la quale aveva precedentemente creato “Chayka” (premiato come Migliore Performance Solista ai Maeterlinck Awards nel 2019).
Info e orari
Crediti
assistente alla drammaturgia e sguardo esterno Raven Rüell
ringraziamenti per il contributo artistico Sophie Warnant
disegno luci Christian Halkin
burattini Loïc Nebreda
sonorizzazione Simón González
costumi Jackye Fauconnier
realizzazione Scenica e assistente alla regia Camille Burckel
foto di Pierre-Yves Jortay
produzione artistica Daniel Córdova
produzione Compagnie Belova-Iacobelli e Javier Chavez
creato presso Studio Théâtre National Wallonie-Bruxelles
coproduzione Théâtre National Wallonie-Bruxelles, Théâtre de Poche Bruxelles, L’Atelier Théâtre Jean Vilar Louvain-la-Neuve, Maison de la Culture de Tournai, Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes Charleville-Mézières, Fondation Corpartes Santiago Cile, Théâtre de la Cité Toulouse
con il sostegno della Fédération Wallonie-Bruxelles