
Lo spettacolo
Il regista e drammaturgo argentino Claudio Tolcachir torna al Teatro India con una riflessione sulla violenza dell’indifferenza e sull’immigrazione, esplorando le guerre silenziose che si combattono sotto i nostri occhi. L’opera segue quattro fattorini, in attesa di istruzioni da una macchina nel nulla, dove una biglietteria intelligente gestisce gli ordini che determinano il loro lavoro. Un racconto che mette in luce la solitudine e l’impotenza di chi è schiacciato da un sistema che li riduce a ingranaggi di una macchina che non riconosce la loro umanità.
Una brughiera poco lontana dalla città. Una città straniera. La macchina situata nella boscaglia, una sorta di armadietto intelligente, organizza gli ordini. E loro, Nuno, Munir, Dani ed Eduardo aspettano il segnale, il suono che annuncia la loro prossima destinazione. L’indirizzo della spedizione appare sulla mappa dei loro telefoni. Ritirano il pacco, salgono sulla bici e consegnano l’ordine. Indovinando un po’ il percorso. Ignorando completamente ciò che viene trasportato. E poi, di nuovo al punto di partenza. Fino a quando la macchina situata nella boccola non dà nuovamente il segnale. Invisibili a quella città che attende i loro servigi, tessono la vita, organizzano, si prendono cura di sconosciuti, diffidano.
Mirja, una giovane donna del posto, si avvicina al sito. La sua storia è irrimediabilmente legata a Nuno, uno dei fattorini. E c’è anche Susan, professionista sopravvissuto. Sono tutti desiderosi di sentirsi vivi. La macchina situata nella boscaglia organizza la routine. Li raggruppa, li ordina. Un fragile equilibrio di corpi che cerca di essere invisibile, ma contemporaneamente pieno di vita.
Info e orari
Crediti
scene e costumi Lua Quiroga Paul
luci Juan Gómez-Cornejo
sound design Sandra Vicente
consulenza artistica Lautaro Perotti, Mónica
aiuto regia María García de Oteyza
aiuto luci Pilar Valdevira
produzione Centro Dramático Nacional, Producciones Teatrales Contemporáneas y Teatro Picadero