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prima nazionale / danza

Stabat Mater

Lo spettacolo

Stabat Mater è una nuova coreografia di Stephen Shropshire in dialogo con l’omonimo brano vocale da camera di Giovanni Battista Pergolesi. Brano iconico del repertorio preclassico, lo Stabat Mater di Pergolesi, basato sul testo di una poesia di un frate francescano del XIII secolo, descrive il dolore della Vergine Maria durante la crocifissione del figlio, Gesù Cristo.
La coreografia di Shropshire, interpretata da tre danzatrici, non è una rappresentazione letterale del componimento poetico, ma una sua trascrizione incarnata. Il coreografo utilizza la poesia come una vera e propria “tecnologia” per riscrivere il testo nel movimento e attraverso il movimento, come contrappunto alla partitura di Pergolesi.
Per Shropshire, riscrivere il testo significa liberarlo dalle reiterazioni convenzionali e ampliarne il campo delle possibilità. A questo proposito afferma: «Uso le parole come struttura coreografica. Non per esprimerne il significato, ma per trovarne di nuovi. Mi interessa vedere dove può portarmi una parola, come si muove, cos’altro può fare».
In Stabat Mater, Shropshire rielabora l’opera in tre partiture di movimento interconnesse, ciascuna composta da venti strofe metriche organizzate in coppie di terzine. Queste partiture vengono poi eseguite simultaneamente all’interno della struttura in dodici movimenti della composizione di Pergolesi, creando un complesso intreccio di variazioni armoniche, talvolta anche dissonanti, che parlano sia della singolarità sia dell’universalità del dolore e della grazia umana.
Descritto come un coreografo “pur sang”, il lavoro di Shropshire si concentra sul processo di “scrittura” della danza e su un continuo esame della danza come soggetto. Egli concepisce la coreografia come un modo di pensare: nel, attraverso e, soprattutto, sul corpo. Il suo lavoro si distingue per l’innovativa e ribelle riscoperta della danza come materiale, nonché per i metodi con cui la interroga, la attiva e la coinvolge.

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