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Il rituale della memoria

Un viaggio a ritroso per ritrovare la propria “ragazza del ‘58”

Il mondo così come lo percepiamo è una rete di esperienze in costante interazione. All’interno di questo modello non esistono oggetti isolati, poiché ogni cosa è in relazione con le altre. Quale linguaggio può cogliere tutto questo senza privare il prisma narrativo che ne deriva della sua complessità? Attraverso lo sguardo del mondo simbolico, si dispiega una narrazione che va oltre chi l’ha narrata, intrecciando Chronos e Kairos in una danza reciproca, al ritmo dei battiti di tutte le cose. Il modo in cui Annie Ernaux costruisce la sua narrazione non è lineare. Nelle sue opere il tempo scorre avanti e indietro; il presente dà senso al passato e viceversa, dando vita a un flusso unico dell’esistenza di una persona.
Scrive con la precisione di un detective: il suo modo di ricostruire la memoria passa attraverso raccolte di dettagli, descrizioni estremamente precise degli oggetti, l’ekphrasis di un album fotografico di famiglia — elementi della vita di tutti. Ci offre le chiavi per esplorare le verità più intime delle nostre vite, un metodo per ricostruire la memoria personale affinché, alla fine, diventi una memoria universale condivisa.
Per il processo di creazione di questo spettacolo abbiamo proposto un percorso simile alle tre attrici che prestano voce e corpo alla storia di Annie Ernaux.
Abbiamo chiesto loro di rivolgere la propria attenzione alle tracce del loro passato. Quali oggetti hanno attraversato le loro esistenze? Perché esistono
ancora? Quali storie custodiscono tuttora? Ciò che vedete qui è il risultato di un processo iniziato nel dicembre 2025. Accanto agli oggetti non ci sono didascalie esplicative, perché parlano da sé, attraverso un linguaggio speciale, non verbale, fatto di evocazione, di tenerezza, amore e pieno di segreti. È il linguaggio che riconosciamo ascoltando i suoni della vita quotidiana, come quelli registrati nel giardino di Annie Ernaux a Cergy, nel marzo 2021.
Da quale prospettiva viviamo la storia di una persona come riflesso di tutte le altre? Dove ci conduce il desiderio di intrecciare sincronicamente il nostro io e i
nostri ricordi? Qualunque sia la risposta, un giorno la vita inghiottirà tutte le nostre storie e le porterà con sé, insieme al suono delle acque che hanno lavato i morti, alla polvere e agli incendi, in un processo infinito di riscoperta e di nuova, incessante scomparsa.

 

 

 

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