Rassegna Ritratto d’autore
a cura di Roma Tre Orchestra
Teatro di Villa Torlonia, 7 ottobre ore 20.00
Ritratto d’autore: Richard Wagner
Idillio di Sigfrido
Selezione da “Il crepuscolo degli dei” (arr. I. Farrington)
Roma Tre Orchestra
Sieva Borzak, direttore
Il primo appuntamento della rassegna Ritratto d’autore è dedicato a Richard Wagner, con un programma che accosta due opere appartenenti a momenti diversi della sua produzione e offre un percorso attraverso alcuni degli elementi fondamentali del suo universo poetico: la natura, l’intimità, il mito e la narrazione musicale. L’Idillio di Sigfrido occupa un posto particolare nella biografia di Wagner. Composto nel 1870 come dono per il compleanno della moglie Cosima, fu eseguito per la prima volta in forma privata nella villa di Tribschen, sul lago di Lucerna, con una piccola orchestra disposta sulle scale della casa. La sorpresa, preparata segretamente da Wagner, coinvolse anche i figli della coppia e fu concepita come un omaggio alla famiglia, in particolare al piccolo Siegfried, nato l’anno precedente. Originariamente pensato come musica privata e affettuosamente chiamato Treppen-Musik, l’Idillio intreccia temi legati alla vita familiare con materiali presenti anche nel Siegfried, creando un legame particolarmente significativo tra esperienza personale e creazione artistica. La sua scrittura intima e luminosa mostra così un volto lontano dalla monumentalità del teatro wagneriano. A questa dimensione raccolta si contrappone la selezione dal Crepuscolo degli dei, proposta nell’arrangiamento di Iain Farrington, che restituisce la forza epica dell’ultimo capitolo dell’Anello del Nibelungo. La riduzione concentra in una nuova veste alcuni dei momenti più significativi dell’opera, mantenendo la potenza narrativa e la ricchezza tematica della partitura originale. La narrazione di Valerio Vicari accompagna il pubblico tra personaggi, temi e simboli del grande ciclo mitologico, offrendo le chiavi per orientarsi nella sua complessa trama. Il concerto costruisce così un ritratto di Wagner attraverso due prospettive complementari: l’intimità dell’Idillio e la dimensione monumentale del mito.
Teatro di Villa Torlonia, 12 novembre ore 20.00
Ritratto d’autore: Igor Stravinsky
Tre pezzi facili; Cinque pezzi facili; Petruška
Adriano Leonardo Scapicchi, Francesco Bravi, pianoforte a quattro mani
La figura di Igor Stravinsky viene raccontata attraverso alcune opere che testimoniano la straordinaria varietà della sua produzione. I Tre pezzi facili e i Cinque pezzi facili, scritti per pianoforte a quattro mani, rivelano il gusto del compositore per la sintesi, l’ironia e la sperimentazione ritmica. Accanto a queste miniature trova spazio Petruška, uno dei capolavori che segnarono l’inizio della modernità musicale del Novecento. Attraverso il racconto delle vicende del celebre burattino, Stravinsky costruisce una partitura di eccezionale vitalità ritmica e timbrica, capace di unire tradizione popolare, innovazione armonica e forza teatrale. Il concerto offre così l’occasione di attraversare alcune delle tappe fondamentali di un autore che ha profondamente trasformato il linguaggio musicale del secolo scorso.
Teatro di Villa Torlonia, 12 gennaio ore 20.00
Ritratto d’autore: Johannes Brahms
Concerto n. 1 in re minore per pianoforte e orchestra op. 15 (arr. per quintetto d’archi)
Roma Tre Orchestra Ensembl
Paolo Ehrenheim, pianoforte
Il terzo appuntamento della serie Ritratto d’autore dedicato a Johannes Brahms propone il Concerto n. 1 in re minore per pianoforte e orchestra op. 15, presentato in una rara versione per pianoforte e quintetto d’archi. È una delle prime grandi opere di Brahms e già ne mostra la capacità di unire grande intensità emotiva e solidità della forma. Pur essendo un concerto per pianoforte, il solista non è mai semplicemente protagonista: dialoga continuamente con l’ensemble, in un rapporto ricco di contrasti, ascolto e scambio. I tre movimenti accompagnano l’ascoltatore attraverso atmosfere molto diverse. Il primo è caratterizzato da una forte tensione drammatica e da un andamento ampio e monumentale. L’Adagio centrale introduce invece un momento più intimo e raccolto, dominato dal lirismo e dalla delicatezza. Il Finale riporta progressivamente energia e movimento, fino a una conclusione intensa e vitale, dove passione e rigore si incontrano. La versione cameristica offre una prospettiva particolare sull’opera, permettendo di ascoltare più da vicino il rapporto tra il pianoforte e gli archi e di cogliere con maggiore immediatezza i dettagli della scrittura. L’esecuzione della Roma Tre Orchestra Ensemble e del pianista Paolo Ehrenheim restituisce così tutta la ricchezza di una pagina fondamentale del repertorio romantico, in un equilibrio tra forza, lirismo e dialogo musicale.
Teatro di Villa Torlonia, 16 febbraio ore 20.00
Ritratto d’autore: Franz Schubert
Quartetto per archi “La morte e la fanciulla” D. 531
Roma Tre Orchestra String Quartet
Leonardo Spinedi, Hinako Kawasaki, violino
Lorenzo Rundo, viola
Angelo Maria Santisi, violoncello
L’appuntamento della serie Ritratto d’autore dedicato a Franz Schubert propone uno dei massimi capolavori della musica da camera ottocentesca: il quartetto per archi noto come “La morte e la fanciulla”, ispirato all’omonimo Lied D. 531. Composto in un periodo particolarmente difficile della vita del compositore, il quartetto sviluppa un confronto profondo tra la dimensione lirica e quella drammatica. Il titolo deriva dal tema della morte, già presente nel Lied del 1817, nel quale una giovane donna si confronta con una figura che la conduce verso l’ultimo riposo. Schubert trasforma questa immagine in una costruzione puramente strumentale, affidando alla musica il compito di svilupparne tensione, inquietudine e momenti di abbandono. Il secondo movimento, costruito su un tema e variazioni, rappresenta il cuore dell’opera: una semplice melodia procede attraverso trasformazioni sempre più intense, mantenendo riconoscibile la propria identità mentre cambia continuamente carattere. Attorno ad essa si sviluppano gli altri movimenti, segnati da contrasti improvvisi, slanci ritmici e momenti di intensa cantabilità. La morte e la fanciulla è così un’opera nella quale la dimensione narrativa non dipende dalle parole, ma dalla forza evocativa del suono.
intero 15,00 €