Bodies on Glass nasce dall’incontro tra il pianista Andrea Rebaudengo e il coreografo Diego Tortelli, in un dialogo immediato tra musica e movimento. Le partiture iconiche di Philip Glass, eseguite dal vivo, diventano il terreno su cui i corpi costruiscono e ricostruiscono continuamente la propria presenza. Accanto a due danzatori che condividono da anni il suo percorso artistico, Tortelli sviluppa una ricerca fondata su memoria e fiducia: elementi che permettono alla coreografia di oscillare tra struttura e improvvisazione, precisione e rischio.
Come nella musica di Glass, caratterizzata da una ritmicità ipnotica e da processi compositivi in continua trasformazione, anche la danza mette in evidenza il farsi dell’opera più che il suo esito definitivo. I corpi scorrono sulle note come su una superficie trasparente e fragile, lasciando tracce destinate a dissolversi nell’istante stesso in cui appaiono. Bodies on Glass è così un’esperienza sospesa tra presenza e scomparsa, in cui la danza si imprime nella memoria dello spettatore come un’impronta effimera sul vetro.