La colonia di Pierre de Marivaux è una commedia utopica in un atto del 1750 che mette in scena, su un’isola deserta dopo un naufragio, la rivolta delle donne contro gli uomini per fondare una nuova società finalmente egualitaria governata dalle donne. In questo provvisorio esperimento di nuova società, le donne esigono ciò che appare inconcepibile ai protagonisti maschili della pièce: il diritto di voto e quello di sedere in assemblea, l’abolizione del matrimonio, il diritto all’istruzione e a ricoprire ruoli di governo; in altre parole, la completa parità di diritti legali e politici.
Con tono brillante e paradossale, senza rinunciare alla dimensione comica e galante della commedia settecentesca, quello di Marivaux è un teatro di idee, nel quale due gruppi antagonisti portatori di tesi opposte, si confrontano dinanzi al pubblico. Evidente il riferimento ideale alla Lisistrata e alle Donne al Parlamento di Aristofane.
Con le attrici e gli attori del corso di perfezionamento del Teatro di Roma, Elvira Frosini e Daniele Timpano hanno lavorato per due settimane a partire dalla traduzione italiana di Beppe Navello, edita da Cue Press in Marivaux, Teatro III, a cura di Paola Ranzini, analizzando forma, contesto e contenuto dell’opera e confrontandosi con l’immaginario e la creatività autoriale delle attrici e degli attori coinvolti.