A cinquant’anni dal celebre allestimento diretto da Marco Sciaccaluga, Equus torna sulle scene italiane con una nuova affidata a Carlo Sciaccaluga. Un nuovo sguardo su uno dei capolavori della drammaturgia contemporanea, ancora oggi capace di interrogare il pubblico con straordinaria forza.
Scritto da Peter Shaffer nel 1973, il testo racconta la storia di Alan Strang, un diciassettenne autore di un gesto tanto violento quanto incomprensibile: ha accecato sei cavalli. A indagarne le ragioni è lo psichiatra Martin Dysart che, nel tentativo di penetrare la mente del ragazzo, si confronta con un universo di desiderio, passione, misticismo e ossessione, fino a mettere in discussione le proprie certezze e il significato stesso della normalità. Maschere equine, corpi che evocano il galoppo e una scenografia sospesa tra sogno e incubo danno forma a un’esperienza visiva e sensoriale di grande impatto, in cui i confini tra realtà e delirio si fanno sempre più incerti.
Equus è un viaggio nel mistero dell’identità e nelle profondità del desiderio. Un’opera visionaria che esplora il conflitto tra istinto e ragione, libertà e controllo, interrogando il peso delle convenzioni sociali e il prezzo dell’addomesticamento. A oltre cinquant’anni dalla sua creazione, continua a porre domande radicali sulla natura umana e sul bisogno di vivere pienamente la propria autenticità.