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Prima nazionale

Storie dell’Odissea

15 – 27 novembre 2016

Un racconto a puntate
di e con Giovanna Bozzolo e Eva Cantarella

Lo spettacolo

Odissea è un prodigio di poesia. Un linguaggio poetico universale. Nella grandiosità degli argomenti e nella semplicità della struttura, la fantasia omerica illumina in luce di poesia umano e divino, favola e realtà, tradizioni e ideali, potenza di passioni e tenerezza di affetti, tutta la vita nella sua  varietà di aspetti. La potenza della parola di Omero basta a disegnare scenari mitici e misteriosi, creando figure indelebili che sono anche tipi, modelli, per non dire prototipi di umanità.

Il serial più famoso del mondo. Tante storie accomunate dalla stessa funzione:  tramandare un patrimonio di valori che il pubblico, ascoltando, imparava a conoscere e rispettare.  E che aiuta noi a non dimenticarlo.

E così le Storie hanno bisogno di essere ridette e riascoltate, per nutrire quel nostro bisogno di passioni e sentimenti, di bellezza, di conoscenza.

Oggi tornano a raccontarci quella storia Giovanna Bozzolo ed Eva Cantarella, che intrecciano la parola magica di Omero con lo sguardo di una antichista inconsueta.

 

Programma

15 – 16 e 22 novembre
PENELOPE CONTESA

La regina e i Proci. Strage e riconoscimento

Penelope a Itaca è assediata dai pretendenti alla sua mano. Divenuta leggendaria per la fedele attesa del marito, Penelope, ferocemente contesa, è anche bella, saggia e astuta. Padroneggia i Proci, tracotanti e volgari, che dilapidano i beni e comandano in casa. Ma Ulisse ritorna. Vinta la gara dell’arco e sterminati i Proci, Ulisse e Penelope  rinnovano il patto d’amore con gesti e parole intatte nel tempo.

23 novembre
NAUSICAA E L’ISOLA BEATA

Vesti mutate, bagni caldi e l’amore

Ulisse giunge naufrago all’isola di Scheria, al fiabesco fasto della reggia dei Feaci.
E qui incontra Nausica, figlia del re Alcinoo: la  ragazza perfetta, di buoni sentimenti, ben educata e obbediente. I Feaci amano vivere bene, non conoscono la guerra, non sono competitivi, concedono libertà alle donne: la regina Arete amministra  la giustizia fra i sudditi. Ma è un mondo vero, quello dei Feaci, o una utopia?

17 e 24 novembre
L’URLO DEL CICLOPE

Un mondo senza leggi

Come altre avventure di Ulisse, anche questa attinge ai temi del folklore: il Ciclope è un orco cannibale di cui Omero racconta le nefandezze. Ma il racconto non è solo ricreativo: ci serve a ricordare, per opposizione, i fondamenti del vivere civile.
I Ciclopi non hanno assemblee, non hanno leggi. Per giungere alla polis, e quindi alla civiltà, è necessario stabilire una autorità superiore a quella dei capofamiglia.

18 e 25 novembre
LE SEDUTTRICI

Calipso, Circe e le Sirene

Ulisse è sull’isola Ogigia dove ha vissuto sette anni d’amore con la ninfa Calipso. Vuole tornare a casa. L’avventura extra coniugale, o meglio, un’altra avventura extra coniugale, è finita. Nel suo peregrinare, Ulisse incontra molti personaggi femminili che incarnano la seduzione. A volte cede, come con Circe, altre volte resiste, come alle Sirene. Come vivevano i greci l’amore e la seduzione femminile?

19 e 26 novembre
OMBRE FUMO E SUPPLIZI

Ulisse nel regno dei morti

Prima del ritorno in patria, Ulisse, unico tra i viventi, scende nel mondo dei morti.
Qui trova la madre Anticlea, Tiresia e tanti eroi tra cui Agamennone e Achille. Ombre che vagano senza meta, senza sentimenti, senza dolore. L’idea della retribuzione ultraterrena è estranea alla mentalità greca. La vera eternità sta nel ricordo dei vivi. Ci sono tuttavia dei suppliziati. Come si spiega la loro presenza?

20 e 27 novembre
ULISSE RITORNA

Strage e riconoscimento

Tornato a Itaca Ulisse deve riconquistare la sua casa, vendicarsi dei Proci e punire chi che lo ha tradito. Con l’aiuto di Telemaco e del fedele Eumeo i Proci vengono sterminati senza pietà, in una scena di rara truculenza, che rispecchia la concezione eroica e il valore sociale della vendetta. Infine Ulisse si rivela a Penelope e la scena si chiude con un incontro d’amore fra i più commoventi e memorabili.

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