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RedReading#13 – UN GIORNO BIANCO

20 maggio 2018

dal libro “Ho costruito una casa da giardiniere” di G. Clément (ed. Quodlibet)
un programma di e con Tamara BartoliniMichele Baronio

Lo spettacolo

“Dammi la mano e stammi vicino, può nascere un fiore nel nostro giardino” Così si chiudeva il RedReading# 12, con le parole di Rino Gaetano e le immagini dell’Anna Magnani di Loi che si fa carico della sua famiglia per attraversare il traffico di Roma. E come se anche noi volessimo, e dovessimo, attraversare una vita intera -tutto il male e tutto il bene del mondo- chiudiamo questa terza stagione con il libro di Gilles Clément “Ho costruito una casa da giardiniere”. Il pensiero di questo architetto, paesaggista e filosofo ha nutrito la nostra ricerca degli ultimi anni e non poteva che attraversare anche il progetto RedReading.
Con il RedReading#13 UN GIORNO BIANCO ci domandiamo dove stiamo andando, cosa stiamo lasciando, come vivere tra le rovine, e cos’è casa. Quali sono i residui che compongono la nostra possibilità di un Terzo Paesaggio, dove i luoghi marginali di cui riappropriarci perché diventino spazi di resistenza, pratiche di cambiamento, dov’è la memoria delle cose, l’io che diventa noi, i territori, la comunità, la terra su cui camminare, da nutrire, tutelare. E allora scopriamo quanto ci sia bisogno di cura e di fare cose difficili -come scrive Gianni Rodari: guardare, ascoltare, avere pazienza.
Insieme a Clément e ai nostri ospiti ci immergiamo nel tempo dell’edificazione della casa ideale proprio per curarne le rovine: “Il mio progetto non era quello di costruire una casa con un giardino intorno. Era semmai il contrario: volevo abitare in un giardino”. Impariamo a salutare ciò che abbiamo intorno, a seminare, a far tesoro di tutto, delle persone, degli animali, delle piante. È un giorno bianco e possiamo ricominciare dalla prima pietra, come dire la luna, inoltrandoci con cura da giardinieri in questo Mondo-giardino che ha origini più lontane delle nostre e così cercare, cercare e cercare ancora, e ancora seminare bellezza.
Cos’è RedReading?
RedReading è un incontro tra il teatro e la potenza di un libro. Incontro con la narrazione orale, con quelle storie che sono nate da una comunità, e che proprio attraverso il teatro, a quella comunità, ritornano. È uno spazio di prossimità, una traduzione sentimentale e intima dell’esperienza che ha significato per noi la lettura di quel libro, con i suoi contenuti, forme e linguaggio. RedReading è un progetto che ogni volta viene riformulato su un libro e un nuovo parterre di ospiti. È una costruzione drammaturgica e sonora intorno ad un testo (romanzo, saggio, libro fotografico…) che viene suonato, raccontato e fatto diventare un dialogo attraverso le incursioni degli ospiti che intervengono sugli argomenti che questo tratta e sulle suggestioni che crea.
RedReading è un viaggio appassionato nella narrazione dei nostri anni fra racconti, libri, uomini e donne, eroi e ribelli. Red-Reading è un progetto ideato da Bartolini/Baronio. RedReading è un programma teatrale che procede per cicli ed episodi.

23 maggio ore 20.00 – RedReading#12 Ferocemente Vivi
scavando a mani nude, intrecciando fili

dal libro Al centro di una città antichissima di Rosa Mordenti (ed. Alegre)
un programma di e con
 Tamara Bartolini e Michele Baronio
con la partecipazione di Rosa Mordenti (autrice del libro e giornalista), Chiara Ingrao (scrittrice),
Chiara Bastianelli 
(psicologa), Patrizia De Mei (ideatrice di Passeggiate romane)
con il contributo fotografico di Stefano Montesi e con un estratto dal video La nonna è andata a votare un progetto di Alessandro Ferroni lacasadargilla

Produzione Bartolini/Baronio | 369gradi
media partner RomaTre Radio

un progetto ideato dalla coppia d’artisti Bartolini/Baronio. Seguendo la strada tracciata dai padri e dai figli di una generazione comune raccontata nel secondo RedReading dedicato ai libri di Alberto Prunetti, il cammino prosegue verso il cuore pulsante della storia di Roma dove ha inizio questo terzo RedReading dal titolo FEROCEMENTE VIVI. Scavando a mani nude, intrecciando fili. Un viaggio nella memoria di una famiglia e di un intero paese che parte dal libro Al centro di una città antichissima di Rosa Mordenti, edito da Alegre. Dalla seconda Guerra Mondiale si snoda il percorso di quei ventenni resistenti, pronti a sacrificarsi per un altro mondo, che furono poi obbligati a convertire la libertà delle loro azioni e dei loro sogni ai tempi di pace e di ricostruzione. Un “ritorno nei ranghi” che colpì con più violenza le donne e i loro corpi apparentemente liberati, subito tornati a vestire i panni stretti della tradizione. Un’immersione in una tragedia familiare indicibile, nella cornice degli anni ’50 e poi del boom economico, che esplode con le parole di questo libro per aprire una riflessione sulla città, sul carcere, luoghi reali e simbolici della prigionia dei corpi. “Ho scavato con le mani in una materia dura, stratificata, che è stata viva, come un’archeologa inesperta al centro di una città antichissima; e mi sono sentita a volte come un bambino a caccia di fossili su una parete di roccia.” Si intrecciano così le vite di altri e di generazioni future, fino a quelle dei nostri tempi, alla solitudine di un certo precariato alle prese con altre guerre, che sempre guerre sono, e alla ricerca di un senso che si può rintracciare e scovare nel passato personale e collettivo che va a intessere il viaggio della storia. L’autrice e gli interventi degli ospiti intessono e ricuciono frammenti di memoria, come scrive Sandro Portelli nella prefazione al libro: “frugando archivi, scrutando immagini e colmando vuoti coi sentimenti, con le congetture, con l’immaginazione. […] È memoria familiare, ma riverbera in cerchi che si allargano fino a investire la memoria della città e il modo in cui la città stessa si racconta…”  Un modo di ricucire il mondo, insieme, seguendo quelle tracce che compongono la nostra memoria.

18 aprile 2018
RedReading#11 SE MANCHI TU
di padri e figli, del lavoro e della vita
dai libri “Amianto” (ed. Alegre) e “108 metri” (ed. Laterza) di A. Prunetti

un programma di e con Tamara Bartolini, Michele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
musiche e canzoni Michele Baronio
assistente Margherita Masè
suono Michele Boreggi
con l’intervento di Renato Ciunfrini e Sebastiano Forte (musicisti)
con la partecipazione dell’autore Alberto Prunetti
con il contributo fotografico di Giancarlo Cerando
e con la partecipazione diMarta Fana (ricercatrice e autrice di Non è lavoro è sfruttamento) e  Miriam Dubini (scrittrice)
con la collaborazione artistica di Elena Bellantoni | progetto “Il Coro”
con l’intervento artistico di Rosa Jijon (artista e segretario culturale dell’Iila)
in collaborazione con Wunderbar Cultural Projects
e la partecipazione degli adolescenti del progetto di formazione teatrale Ritratti di un territorio
del Liceo Anco Marzio e del Teatro del Lido di Ostia

produzione Bartolini/Baronio | 369gradi
media partner Roma Tre Radio

Ripartiamo da quel Noi a cui ci invitava Tom Joad, il protagonista di Furore di John Steinbeck, per con t inuareil nostro cammino e incontrare il Noi di una generazione di padri che si è ammalata di lavoro, veleni e inquinamento, e di una generazione di figli precari, mal pagati, sfruttati, con lavori amati, ma dannati.
Torniamo a parlare di famiglie, di padri e figli, di lavoro e vita, di profonde eredità comuni che viaggiano ne l tempo, in Italia e in Europa, su quei treni e sulle rotaie costruite dagli operai delle acciaierie di Piombino che con implacabile delicatezza ci ricorda Alberto Prunetti, autore dei due libri, Amianto (ed. Alegre) e 108 metri(ed. Laterza) a cui è dedicato questo undicesimo RedReading SE MANCHI TU.

Scrive Wu Ming 1 “Amianto ti scuote le viscere, colpisce dritto ai polmoni, è un libro di quelli che si  leggono per poi parlarne insieme […] e se dopo averlo letto a uno non gli arriva la botta vuol dire che ha la testa sbagliata e si è messo il cuore sotto le scarpe. Vuol dire che i padroni lo hanno lavorato bene”, e la botta a noi è arrivata, colpendo dritta al centro della precarietà che scuote le nostre esistenze. Quando nel 2016 al Festival Attraversamenti Multipli facemmo una prima lettura di questo testo, l’avevamo detto, e oggi lo
ripetiamo: Amianto è necessario. Ed ecco che esce 108 metri.
Una scrittura che sutura, che mostra cicatrici, e che fa immaginare avventure da isola del tesoro seguendo le sorti di una ciurma di eroi operai capaci di non farti sentire solo, anche in un paese come il nostro in cui ogni giorno ci sono almeno tre morti sul lavoro. 108 metri e Amianto non ti lasciano scampo, ti fanno scoppiare il cuore. Ci vogliono cuore e polmoni per le parole lanciate da Alberto che ci incatenano a una storia che non è passata, e che qui e ora ci chiede di guardarla in faccia, di occuparcene, di colmare la distanza, la
mancanza, e di non farlo da soli: “Sono nato sotto il segno dell’amianto, sono venuto alla vita nel luogo in cui si va alla morte, in un luogo emblema di quella nocività che ha minato mio padre (…) E quando mi troverò nel fango, triste come un altoforno spento, con le dita attaccate agli inguini strizzati o senza fiato per una pallonata della vita nello stomaco, coi miei sogni sconvolti o crollati, nel vento e nella pioggia, saprò che mai camminerò da solo.”

Cos’è RedReading?
RedReading è un incontro tra il teatro e la potenza di un libro. Incontro con la narrazione orale, con quelle storie che sono nate da una comunità, e che proprio attraverso il teatro, a quella comunità, ritornano. È uno spazio di prossimità, una traduzione sentimentale e intima dell’esperienza che ha significato per noi la lettura di quel libro, con i suoi contenuti, forme e linguaggio. RedReading è un progetto che ogni volta viene riformulato su un libro e un nuovo parterre di ospiti. È una costruzione drammaturgica e sonora intorno ad un testo (romanzo, saggio, libro fotografico…) che viene suonato, raccontato e fatto diventare un dialogo attraverso le incursioni degli ospiti che intervengono sugli argomenti che questo tratta e sulle suggestioni che crea. RedReading è un viaggio appassionato nella narrazione dei nostri anni fra racconti, libri, uomini e donne, eroi e ribelli. RedReading è un progetto ideato da Bartolini/Baronio.

RedReading è un programma teatrale che procede per cicli ed episodi.
La prima stagione composta da sette RedReading e coprodotta da Sycamore T Company si è svolta al Teatro Argot, poi in altri teatri, spazi, festival, con la partecipazione attiva del collettivo TerraNullius Narrazioni Popolari.
La seconda stagione, una coproduzione Bartolini/Baronio e 369gradi, in collaborazione con Carrozzerie n.o.t, si è configurata in un progetto speciale di tre RedReading dedicato ai temi della città, del governo e della terra.

La terza stagione al Teatro di Villa Torlonia – Teatro di Roma

è un ciclo di quattro RedReading da marzo a giugno

programma

30 marzo 2018

REDREADING#10 FURORE
lungo la linea del furore alla ricerca della terra perduta
dal libro “Furore” di J. Steinbeck  (ed. Bompiani)
un programma di e con
Tamara BartoliniMichele Baronio
drammaturgia Tamara Bartolini
musiche e canzoni Michele Baronio
assistente Margherita Masè
suono Michele Boreggi

ospiti
Daniele Caucci (Presidente di Terra! Onlus)
Alessandro Portelli (storico, critico musicale, anglista italiano)
Francesco Raparelli (ricercatore free lance, attivista sindacale Clap)
Igiaba Scego (scrittrice, giornalista)
e con l’intervento di Renato Ciunfrini e Sebastiano Forte (musicisti)
con la collaborazione artistica di Elena Bellantoni | progetto “Il Coro”
in collaborazione con Wunderbar Cultural Project
con i disegni nati all’interno del corso di pittura del Baobab Experience a cura di Laura Riccioli
e la partecipazione degli adolescenti del progetto di formazione teatrale Ritratti di un territorio
del Liceo Anco Marzio e del Teatro del Lido di Ostia

produzione Bartolini/Baronio | 369gradi
in collaborazione con Carrozzerie n.o.t

media partner Roma Tre Radio

D’amore tratta questo RedReading#10, di ricerca dell’umanità laddove sembra essere scomparsa, del desiderio di costruzione e non di distruzione, di essere disposti a lottare anche quando è difficile vincere, di rispetto per la terra, di sentire e trovare nel passato degli oppressi e delle loro lotte ancora il possibile. Il libro “Furore” di J. Steinbeck è un romanzo senza tempo, che dopo oltre settanta anni dalla prima edizione italiana del 1940, è tornato in stampa con una nuova traduzione, finalmente libera dalla censura, a cura di Sergio Claudio Perroni. Rileggerlo è stata una folgorazione.
C’è tutto. Ci siamo noi, il nostro mondo, l’economia globale, le banche, il debito, la bugia del denaro e la crisi, lo spossessamento della terra e dei rapporti umani, la precarizzazione del lavoro, la disoccupazione, i Cie, la fuga dei migranti e la fuga dei cervelli; ma anche il sogno, la visione, la possibilità di costruire quell’etica del comune, quella cosa che vorrebbero bombardare come scrive Steinbeck, quell’idea di mondo da cui siamo ancora, tragicamente, lontani. Pagina dopo pagina, sentiamo il furore che sale, e capiamo esattamente il significato di questa parola: “violenta emozione e sconvolgimento dell’animo causati da una fortissima rabbia o da altra passione”. Da dove partire per camminare lungo la linea di questo furore? Da una famiglia scacciata dalla terra. Dal viaggio. Quello degli indimenticabili protagonisti del libro, quello dei nostri ospiti e il nostro, che continuiamo a cercare il fantasma di Tom Joad, che veniamo a offrirvi il nostro cuore che batte, che insieme a voi continuiamo a costruire alfabeti emotivi, per provare a parlare una sola lingua, quella di esseri umani fra altri esseri umani.

Ci sarò sempre nascosto e dappertutto. Sarò in tutti i posti, dappertutto dove ti giri a guardare. Dove c’è qualcuno che lotta per dare da mangiare a chi ha fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì. Sarò negli urli di quelli che si ribellano, sarò nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta…E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato e vivrà nelle case che ha costruito, be’, io sarò lì.

18 aprile – RedReading#11

dai libri “Amianto” (ed. Alegre) e “108 metri” (ed. Laterza) di A. Prunetti

23 maggio – RedReading#12 

dal libro “Al centro di una città antichissima” di R. Mordenti (ed. Alegre)

14 giugno – RedReading#13 

dal libro “Ho costruito una casa da giardiniere” di G. Clément (ed. Quodlibet)

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