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Corso di perfezionamento del Teatro di Roma 2026/2027

Le attrici e gli attori del Biennio 2026/2027 

Angelica Accarino, Mariachiara Basso, Caterina Bonanni, Chiara Bono, Sem Bonventre, Clara Borghesi, Pietro Bovi, Riccardo Cacace, Ilaria Celani, Leonardo Della Bianca, Marco Divisic, Francesca D’Urso, Emma Ghiurghi, Agnese Graziani, Cesare Hary, Tommaso Linzalone, Ruben Mulet Porena, Sabrina Nastri, Diego Parlanti, Davide Papasidero, Alessandro Pocek, Sofia Procaccio, Francesco Providenti, Manuel Rossi, Emanuela Saccardi, Matteo Santinelli, Matteo Sbandi, Francesco Venerando, Camilla Ventura, Martina Venturi, Sara Verteramo, Chiara Vinci

PROGRAMMA 2026

Romeo e Giulietta: punti di vista e situazioni

condotto da Tommaso Capodanno e Matilde D’Accardi

Il progetto prende le mosse dall’opera shakespeariana come terreno privilegiato di indagine sul lavoro dell’attore e sulla costruzione del punto di vista scenico. Romeo e Giulietta viene affrontato come un testo di straordinaria vitalità contemporanea, capace di mettere in dialogo elementi tragici e comici, lirici e concreti, e di far emergere una pluralità di sguardi sul mondo.

Il lavoro intreccia analisi drammaturgica e pratica scenica, concentrandosi sulla relazione tra punto di vista, attraverso il metodo dei Viewpoints ideato da Anne Bogart e Tina Landau, situazione teatrale e interpretazione. La struttura dell’opera diventa così uno spazio di confronto tra prospettive differenti e conflittuali, all’interno del quale si sviluppa un percorso di approfondimento degli strumenti dell’arte attoriale, attraverso l’esplorazione dell’identità, dell’immaginario e dell’autorialità dell’interprete.

 

Le parole della guerra

condotto da Marco Lucchesi

Un’indagine sul linguaggio della guerra e sulla deformazione del significato delle parole: disarmare la parola, sottrarla alla sua corruzione violenta e restituirla al significato provvisorio dei fatti e delle circostanze. La guerra, “maestra di violenza”, agisce infatti anche sul linguaggio, alterandone il senso per rendere accettabile ciò che non lo è. Propaganda, manipolazione semantica e uso specioso delle parole accompagnano da sempre i conflitti, come già osservava Tucidide: “…..Cambiarono a piacimento il significato consueto delle parole in rapporto ai fatti. L’audacia sconsiderata fu ritenuta coraggiosa lealtà verso i compagni, il prudente indugio viltà sotto una bella apparenza, la moderazione schermo alla codardia, e l’intelligenza di fronte alla complessità del reale inerzia di fronte ad ogni stimolo”.

Il laboratorio si configura come un’immersione nel linguaggio muto e assordante della guerra, indagando l’esperienza della parola come luogo di passaggio, di apertura e di trasformazione. Attraverso testi letterari e testimonianze, viene esplorata la deformazione del reale prodotta dall’uso ideologico del linguaggio, fino a sfiorare il grottesco, quando la violenza oltrepassa ogni limite e mina le fondamenta del vivere civile.

 

Cattiverie. Quando l’umore si fa nero

progetto a cura di Antonella Ottai e Bruno Maccallini
in collaborazione di Manfredi Aliquò

Il progetto esplora i territori del comico, dell’umorismo e dell’umor nero, interrogando la “cattiveria” come postura morale e strumento critico. A partire dal vuoto teorico lasciato dalla tradizione aristotelica sul comico, il percorso segue alcune traiettorie storiche e contemporanee in cui dolore, danno e cattiverie diventano elementi costitutivi dell’umorismo e/o dell’umor nero.

Il laboratorio si propone di seguirne alcuni sviluppi e individua i momenti cruciali in cui la “cattiveria” si costituisce come postura morale per scardinare l’abbraccio che il senso esercita quando, intollerante a ogni divergenza, diventa buon senso comune. Attraverso testi, autori e pratiche performative che spaziano dai classici alle avanguardie letterarie, sceniche e mediatiche, l’indagine mette in luce la risata come forza capace di incrinare il senso comune, l’univocità del linguaggio e le narrazioni dominanti. Il laboratorio si avvale della presenza stabile dei curatori e coordinatori del progetto Antonella Ottai, Bruno Maccallini e Manfredi Aliquò, degli interventi disciplinari di Maia Giacobbe Borelli, del supporto artistico di Ivan Bellavista, Maestro Pino Cangialosi, Xhuliano Dule, Adonella Monaco, Elio Testoni.

 

I RAGAZZI SELVAGGI

Laboratorio teatrale di drammaturgia e recitazione a cura di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri

Into the wild, libro del 1996 e film del 2007, racconta la storia vera di Christopher McCandless, che a 22 anni si avventura, da nomade solitario, per le terre selvagge dell’Alaska. Dopo cinque mesi di vita estrema, muore mangiando per errore delle bacche velenose. La storia è in breve tempo diventata un mito contemporaneo, il mito di un uomo, bianco, americano, martire di sé stesso e della propria individualistica idea di libertà, al limite della misantropia. A partire da questa storia, si intende indagare, sul piano drammaturgico e teatrale, il rapporto con la natura, con il selvaggio e con l’idea di una fuga dalla civilizzazione e dal comfort garantito dall’industrializzazione avanzata. Il ritorno alla natura viene immaginato come un ritorno autentico al selvaggio, fino a figurare una generazione esausta che abbandona città e province per rifugiarsi altrove, in una condizione nomade e primitiva.

Il percorso si articola in più fasi, attraversando momenti di riflessione sui materiali e sui temi proposti, un lavoro di scrittura drammaturgica e un successivo processo di composizione scenica, fino alla definizione registica del progetto teatrale finale.
Saggio finale martedì 19 maggio 2025 h20, Teatro India

Bruci la città

 

PROGETTO SELFTAPE

Preparazione e realizzazione di monologhi in video

Condotto da Barbara Terrinoni

Il progetto è dedicato allo studio del monologo in relazione al linguaggio audiovisivo e si articola in due momenti principali. Una prima fase è rivolta alla selezione dei materiali drammaturgici, con particolare attenzione a monologhi tratti dalla cinematografia italiana e internazionale, da testi teatrali – anche del passato – riadattati per il lavoro in camera, da scritture originali o da testi rielaborati nei dialetti di provenienza. La seconda fase è incentrata sull’impostazione dei monologhi attraverso le tecniche della recitazione in camera. Il lavoro approfondisce le specificità dell’interpretazione per il mezzo audiovisivo, mettendo in relazione parola, presenza scenica e inquadratura, fino alla realizzazione di monologhi in video come esito del percorso.

 

Diventare ciò che sei

Condotto da Anna Ammirati

Il laboratorio propone un lavoro sulla recitazione fondato sull’attivazione dell’esperienza personale dell’attore, in relazione al testo e alla situazione scenica. Il percorso si sviluppa in opposizione a un approccio imitativo o costruito del personaggio, privilegiando una presenza autentica e consapevole.

Il lavoro si articola su monologhi, dialoghi e frammenti tratti principalmente da sceneggiature cinematografiche, con l’obiettivo di sviluppare un’interpretazione personale, credibile e non derivata da modelli preesistenti, con l’obiettivo di acquisire strumenti pratici per la recitazione davanti alla camera e alla preparazione di un provino.

 

SPOONRIVER

Condotto da Luca Simonelli

Il modulo si sviluppa a partire dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, opera composta da una sequenza di epitaffi e monologhi che restituiscono le voci degli abitanti di una comunità immaginaria. Il lavoro si concentra sulla costruzione di una scrittura scenica corale, in cui le diverse voci si intrecciano dando forma a un affresco collettivo di corpi, parole ed emozioni. Il percorso indaga una messa in scena fondata sull’integrazione di parola, musica e movimento, sviluppata all’interno di uno spazio scenico essenziale.

Saggio finale martedì 30 giugno 2026, Teatro India

Spoon River

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