Il Teatro di Roma inaugura la seconda edizione del
TEATRO OSTIA ANTICA FESTIVAL. Il Senso del Passato che,
dal 25 giugno al 18 luglio, torna ad animare il palcoscenico millenario del Teatro Romano di Ostia.
Un cartellone d’eccellenza internazionale che, attraverso la potenza
del mito classico e il fermento dei linguaggi contemporanei, si pone
come strumento d’elezione per interpretare e interrogare le complessità e le sfide del nostro tempo.
Forte di un riscontro di pubblico straordinario nella passata edizione
– che ha registrato un’affluenza inedita di 11.000 presenze
complessive e un tasso di occupazione del 100%, segnando il ritorno
della Fondazione nel sito archeologico dopo venticinque anni –
il Festival si conferma una realtà artistica capace di agire come
motore di sviluppo culturale e potente aggregatore di valore ed
energie creative, valorizzando il territorio metropolitano nel più
ampio contesto nazionale.
Tra archetipo e attualità: il cuore della seconda edizione consolida
una formula culturale volta a rilanciare la sfida di un dialogo serrato
tra classicità e modernità, attraverso una programmazione che
prosegue lungo la linea della ricerca tragica, intesa non come
esercizio accademico, ma come strumento vivo per esplorare le sfaccettature umane.
Dalla tragedia greca alla danza d’avanguardia, l’identità artistica
del Festival è definita dall’incontro tra il rigore della tradizione
e l’innovazione della scena contemporanea nel segno delle creazioni
di quattro grandi maestri della scena nazionale e internazionale:
Theodoros Terzopoulos, Asterios Peltekis, Angelin Preljocaj,
Filippo Dini.
Un’odissea di visioni e sensi, sospesa tra antico e presente, lega il
mosaico in sequenza dei quattro spettacoli attraverso un percorso
artistico che, muovendosi dal rito metafisico alla tensione spirituale,
dall’impegno civile al mistero profondo del sacrificio, rilegge l’oggi
attraverso la lente del mito.
Il viaggio artistico del Festival si inaugura celebrando la radice
dionisiaca e rituale del teatro con Le Baccanti di Theodoros
Terzopoulos (25 e 26 giugno), una messa in scena monumentale
che spoglia il tragico euripideo di ogni storicismo per trasformarlo
in un’esperienza metafisica e in un’urgente riflessione sull’archetipo
dello “straniero”.
Da questo rigore arcaico si approda alla forza civile e dirompente
della Lysistrata di Asterios Peltekis (4 e 5 luglio), in prima nazionale,
dove la commedia aristofanea si proietta nello specchio dei conflitti
moderni, trasformando lo storico “sciopero del sesso” in un atto di
disobbedienza politica contro l’entropia della guerra.
Il percorso si eleva poi verso le riflessioni spirituali e l’estetica potente
di Angelin Preljocaj con Requiem(s) (10 e 11 luglio), un’architettura
di corpi e bellezza che esplora il confine tra la finitudine umana
e l’eternità dell’arte, tramutando la ferita del lutto in una celebrazione della vita.
Il Festival giunge infine all’indagine psicologica sull’ambiguità
dell’amore e del sacrificio nell’Alcesti di Filippo Dini (17 e 18 luglio),
una rilettura visionaria che scava nelle zone d’ombra del mito per
scandagliare le implicazioni umane più profonde e il
mistero perturbante della soglia tra vita e morte.
Ne emerge una costellazione multidisciplinare composta da quattro
tasselli che riconducono al mito universale riletto attraverso le
urgenze della contemporaneità, tra istanze di pace e nuove forme
di partecipazione collettiva. Non semplici frammenti, ma stazioni
di un’unica geografia creativa che ridefinisce il Teatro Romano di
Ostia come un palcoscenico globale e un’agorà comune, dove
l’identità storica millenaria incontra la visione artistica più
avanzata del nostro tempo.
Il consolidamento del Teatro Ostia Antica Festival come
palcoscenico d’arte nazionale e internazionale è reso possibile
dal fondamentale contributo della Regione Lazio, che rinnova
con forza il sostegno al Teatro di Roma, anche per la seconda
edizione, potenziando la qualità di una proposta artistica
pensata per valorizzare un sito di inestimabile pregio storico
e accogliere un pubblico sempre più eterogeneo, vasto e
trasversale.
In continuità con questa direttrice di alleanze strategiche,
prosegue la collaborazione del Comune di Roma, un raccordo
necessario che consente di proiettare e radicare l’esperienza
creativa sul territorio.
Nel solco della dialettica istituzionale che anima la
manifestazione, l’incontro tra il patrimonio archeologico e
l’arte teatrale si realizza anche grazie alla collaborazione con
il Ministero della Cultura – attraverso il Dipartimento per
la Valorizzazione Culturale e la Direzione Generale Musei –
e con il Parco archeologico di Ostia antica, quest’ultimo
al servizio di un’esperienza rinnovata dei luoghi della
cultura rendendoli accessibili e trasformandoli in un volano di crescita per tutto il territorio.